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giovedì 9 ottobre 2014

Patrick Modiano nobel 2014

Sono molto felice dell’assegnazione del premio nobel a Patrick Modiano. Devo ammettere che negli ultimi due anni mi trovo pienamente d’accordo con la giuria del premio che l’anno scorso ha dato l’opportunità a molti di conoscere i meravigliosi racconti di Alice Munro, e quest’anno focalizza l’attenzione su questo romanziere francese delicato e schivo che il pubblico italiano sembra ancora non aver compreso. 


I suoi romanzi sono istantanee di vita con personaggi mai troppo a fuoco, funamboli moderni ed errabondi alla ricerca di un equilibrio. Anche se il dato di partenza è quasi sempre un’indagine sui dettagli del reale: una via, un biglietto d’autobus, un certificato di nascita, liste di nomi e indirizzi, geografie urbane; via via l’immagine si dissolve e fa più intima allo stesso tempo permettendo al lettore una immedesimazione quasi patologica nel personaggio descritto. Autobiografia del lettore, e dell’autore, che passa attraverso la narrazione.

domenica 5 ottobre 2014

Anziani tra gli scaffali

Hanno superato i settant’anni, alcuni abbondantemente, ma non li vedremo in una scheda di Chi l’ha visto o su una panchina a controllare un cantiere. Sono in forma, brillanti, scorbutici, pieni di progetti. Si occupano dei nipoti, della casa, cercano di sopravvivere con la pensione minima. 


Sono gli eroi quotidiani della nostra epoca che non si arrendono all’inerzia del corpo e della mente, e ci mostrano come si fa la rivoluzione. Nel 2050 i pensionati saranno forse un miliardo e mezzo ma questa prospettiva potrebbe non essere poi così funesta ed il progressivo invecchiamento delle società potrebbe anzi avere un risvolto molto positivo. Inforcate gli occhiali (da presbiti) e seguitemi!

mercoledì 1 ottobre 2014

Pamela Moore, Cioccolata a colazione. Il libro di una ragazza, ma non per le ragazze

Non lasciatevi ingannare dal titolo e dai pois rossi su sfondo bianco in copertina, non si tratta di un romanzetto chick lit e la cioccolata in questione è piuttosto amara.

Pamela Moore, Cioccolata a colazione, Mondadori, pp. 265, €13,00
In un pomeriggio nuvoloso di giugno una donna siede alla scrivania nel suo appartamento di Brooklyn Heights, New York. Suo marito, un giovane avvocato, è uscito. Il figlio è nella stanza accanto, ha nove mesi e sta dormendo. Il cielo fuori dalla finestra è sempre più scuro, improvvisamente scoppia una tempesta di tuoni. La donna sta scrivendo qualcosa sul suo diario. Poi s’interrompe, si alza, apre un ripostiglio ed estrae un fucile calibro 22.

venerdì 18 luglio 2014

Julian Fellowes, Un passato imperfetto

Villa di campagna inglese? C’è. Maggiordomo? Presente. Tempo atmosferico variabile? Ogni cinquanta pagine. Manie, snobismi e privilegi acquisiti dell’aristocrazia? Ci sono, a profusione.

Julian Fellowes, Un passato imperfetto, Neri Pozza, pp.462, €18,00
Avete presente Gosford Park, il film di Altman in cui si raccontano le complesse relazioni tra nobiltà e servitù sotto la falsariga di un giallo a camera chiusa? Oppure la serie televisiva Downton Abbey che sta vincendo numerosi premi? Ecco, Julian Fellowes è lo sceneggiatore di entrambi, premio Oscar del primo, e autore del romanzo che ho letto nell’ultima settimana Un passato imperfetto

lunedì 14 luglio 2014

Michael Cunningham, La regina delle nevi

Michael Cunningham è uno dei più famosi e capaci scrittori della sua generazione, autore americano premiato del Pulitzer per Le ore, splendido romanzo sulla inscindibile e spesso dolorosa relazione tra letteratura e vita, l’unica relazione capace di dare un senso alle vite disperate delle tre donne da lui raccontate: Virginia Woolf, ritratta a un passo da suicidio, Clarissa Vaughan, un editor newyorkese e Laura Brown, una casalinga californiana. Se volete fare un regalo a voi stessi, leggetelo, nella sua brevità è a mio parere un romanzo perfetto.

Michael Cunningham, La regina delle nevi, Bompiani, pp. 284, €18,00
Le ore è il motivo per il quale ho acquistato e letto l’ultimo romanzo di Cunningham, ahimè con una certa difficoltà.

martedì 8 luglio 2014

Jón Kalman Stefánsson, Il cuore dell'uomo

“L’uomo è nato per amare, ecco quant’è semplice il fondamento dell’esistenza. Per questo il cuore batte, questa strana bussola, grazie a lui ci orientiamo tra le nebbie più fitte, a causa sua ci smarriamo e moriamo in pieno sole.” 

Jón Kalman Stefánsson, Il cuore dell'uomo, Iperborea, pp.464, €18,50
Il ragazzo si risveglia in uno sperduto fiordo nel nord dell’Islanda. Il mare gli ha strappato l’unico amico, i ghiacci l’hanno inghiottito fino alle soglie della morte, ma a richiamarlo alla vita sono degli occhi verdi e dei capelli rossi. È la giovane Álfheiður che lo cura ogni giorno prima che il destino lo riporti al Villaggio, a una piccola comunità di pescatori impegnata in una quotidiana lotta per la sopravvivenza, alla locanda del capitano cieco che gli apre le porte della letteratura e della conoscenza.

martedì 1 luglio 2014

Auður Ava Ólafsdóttir, L'eccezione

Nel 2009 la casa editrice Einaudi ha mandato in preview a noi librai un romanzo di una autrice islandese ancora sconosciuta e inedita in Italia. Il romanzo era Rosa candida di Auður Ava Ólafsdóttir e in copertina era raffigurato un neonato dormiente. Se ci sono romanzi che evito di leggere a priori sono quelli in cui si parla di bambini, al secondo posto vengono quelli in cui si parla di giardini o fiori perciò l’accoppiata era per me motivo sufficiente per riporlo in uno scaffale molto in alto o in alternativa regalarlo a qualche cliente. Sì lo so, sono vittima dei miei pregiudizi! e ne sono consapevole, ma quella volta al di là di ogni previsione ho incominciato a leggerlo e mi ha letteralmente rapita. Ciò mi ha insegnato che “non giudicare un libro dalla sua copertina” vale anche al contrario; soprattutto ho incontrato un’autrice che non ho più lasciato.

Auður Ava Ólafsdóttir, L'eccezione, Einaudi, pp. 260, €19,00
Dopo Rosa candida, che vi consiglio come prima lettura se volete farvi un’idea esaustiva dello stile e delle tematiche dell’autrice, Einaudi ha poi pubblicato La donna è un’isola, scritto nel 2002 (a mio parere il meno riuscito dei tre) e da pochi giorni L’eccezione con cui ho passato le mie ultime serate.

lunedì 23 giugno 2014

Shirley Jackson, Lizzie

Elizabeth è timida e riservata, Beth socievole, mentre Betsy è la “maschera crudele e deforme” che con volgarità e violenza vorrebbe distruggere il mondo che la circonda. Tutte insieme sono la stessa persona, una ragazza di 23 anni dall’Io diviso, orfana e cresciuta dalla zia che non si capacita di questi problemi. Un medico determinato, il dottor Wright, cerca di mettere ordine in questo disordine. Ma pagina dopo pagina anche la sua vita diventa infernale come quella della protagonista.

Shirley Jackson, Lizzie, Adelphi, pp.320, €19,00



giovedì 19 giugno 2014

David Foenkinos, La delicatezza

Ho approfittato della pioggia e del calo delle temperature per stirare. Era talmente tanto tempo che non lo facevo (tanto per vantarmi della mia scarsa casalinghitudine) che sul fondo della montagna dei panni ho trovato anche un golfino di lana. Quando stiro di solito mi faccio fare compagnia da un film, ma non deve essere troppo impegnativo, qualcosa che posso seguire anche non guardandolo, qualcosa che non alimenti sensi di colpa per non averlo degnato delle dovute attenzioni e quindi solitamente una commedia romantica. Non mi vergogno a dire che le guardo, a volte. Cioè “a volte” non mi vergogno ma più spesso sì e infatti lo sanno solo gli amici (ed ora lo sanno tutti ma conto che fra qualche giorno lo dimenticheranno), e “a volte” anche nel senso che non mi capita spesso. Però questa settimana mi smentisce. Ieri al cinema abbiamo visto una commedia direi romantica, e due giorni fa ho letto un romanzo altrettanto romantico che non saprei bene come classificare ma direi piuttosto rosa. La commedia ed il film non mi hanno lasciato molto ma il romanzo sì, mi è piaciuto.

David Foenkinos, La delicatezza, E/O editore, pp.176, €9,00 (edizione tascabile)

venerdì 13 giugno 2014

Tutta la solitudine che meritate - Viaggio in Islanda

Decollando da Malpensa abbiamo visto la fila infinita dei TIR sulla A4 – un’ora prima anche noi ci eravamo in mezzo. Poi c’è il breve intervallo delle Alpi, i villaggi sparpagliati sui crinali come mucchietti di sassi sulla sabbia, poi la Francia, la Gran Bretagna. Guardando da così in alto ci si aspetterebbero grandi spazi liberi, la rarefazione degli esseri umani, invece è il contrario: ci si rende conto di come la solitudine sia ormai un’esperienza inconsueta, quasi impossibile, per il medio abitante dell’Europa. Riuscite a ricordare un giorno della vostra vita recente in cui non avete visto nessuno?

Claudio Giunta, Giovanna Silva, Tutta la solitudine che meritate. Viaggio in Islanda,
Quodlibet, euro 19.00, pp.184
La costa dell’Islanda appare al finestrino una mezz’ora prima dell’atterraggio, l’aereo la segue per un tratto da est a ovest – perché l’Islanda è sì a nord ma è soprattutto a ovest, la Groenlandia è lì a un passo, il Canada non è lontano – e per una ventina di minuti quello che si vede è solo terra scura, montagne coperte di ghiaccio e il pennacchio di qualche geyser, che potrebbero anche essere soltanto nuvole basse. Le case cominciano più tardi. Ciò che si vede è ciò che si vedeva diecimila anni fa, ed è anche un annuncio di quella che, uscendo da Reykjavík, è la parte più memorabile di ogni esperienza islandese: ci si trova spesso da soli.

sabato 7 giugno 2014

Annie Ernaux, Il posto

È un po’ di tempo che questo libro staziona sulla mia libreria. Stavo cercando l’occasione di lettura, essendo di un centinaio di pagine immaginavo un viaggio in treno ma è un po’ di tempo che non faccio viaggi e quindi lì è rimasto da qualche mese. Quando due sere fa ho incominciato a leggerlo però, non l’ho potuto riporre sino alla parola fine. Merito dell’autrice, della storia, soprattutto del suo stile: elegante, preciso, discreto. 

Annie Ernaux, Il posto, L’orma editore, euro 10, pp. 120
Il romanzo si apre con la morte del padre, di cui l’autrice, e figlia, racconta la storia: da contadino e poi operaio che era, a piccolo borghese che non sarà mai, malgrado la gestione di un bar-drogheria.

giovedì 29 maggio 2014

Nicola Manuppelli, Bowling

"Il colpo può anche andare a buon fine. Oppure puoi scoprire che le amicizie, il lavoro, la donna con cui stai, tutto ciò che sei è solamente ciò che ti è capitato. Nient’altro. Un tiro affidato alla sorte".

Nicola Manuppelli, Bowling, Barney, euro 14.50, pp. 144
Nicola Manuppelli è la voce attraverso la quale ho letto molti dei romanzi che ho amato di molti dei miei autori americani preferiti. Ha tradotto Andre Dubus (oltre a Fitzgerald, Williams, Kinder) e questo mi rende debitrice di gratitudine verso il suo lavoro per sempre. Fino ad ora è sempre e solo stato il nome del traduttore sulla copertina (o dietro, nel colophon) mentre da poco è uscito il suo romanzo, Bowling, edito da Barney editore. La sua è una voce originale, intendo personale, se vi aspettate di ri-leggere gli autori che traduce rimarrete delusi, anche se un po’ d’America fra le righe la troverete comunque.

sabato 24 maggio 2014

My Own Science Fiction - Robert Sheckley & Daniel Keys

Una domanda che noi librai ci sentiamo fare spesso è quella di un libro divertente, che ci faccia star bene ed evadere completamente dalla routine quotidiana, che sia di semplice lettura ma non banale. Ebbene, se dovessi scegliere per me stessa qualche ora di pura evasione e smodato divertimento sceglierei a botta sicura un racconto di Robert Sheckley. Uso il condizionale non a sproposito perché si dà il caso che Sheckley sia praticamente irreperibile in libreria, e sconosciuto al grande pubblico. Ne esistono pochissime edizioni, e non dei romanzi che si deve avere la fortuna di trovare nei mercatini. 


A questo punto devo svelare che si tratta di fantascienza, e qui si interromperà la lettura di molti di voi perché la fantascienza è un genere poco trattato in Italia e molto oggetto di pregiudizio. Giuro solennemente di non aver mai incontrato in libreria una ragazza che leggesse la fantascienza, perlomeno in modo consapevole. È quindi con gioia che inauguro una piccola guida alla fantascienza in 5 puntate con suggerimenti di lettura e di visione per farvi cambiare idea e per farvi aggiungere qualche titolo alla wish list delle letture da treno, ombrellone o qualsiasi luogo degno. E dato che questo apparta-blog è frequentato da diverse persone competenti, che qui vengono leggono bevono qualcosa e suggeriscono, lascio la parola sull'argomento a M.

mercoledì 21 maggio 2014

hai voluto la bicicletta?

Da due giorni non si riesce ad uscire all'aperto perché stanno asfaltando la strada quasi sotto casa mia per il passaggio del Giro d’Italia. Perciò oggi se vedete in lontananza un balconcino fiorito con una testa bionda e riccia che osserva, ecco, sono io! Il ciclismo non è uno sport che seguo e ultimamente le uniche notizie che mi giungono sono quelle sul doping, motivo per il quale non riesco proprio ad appassionarmi. Forse sono nata nel “periodo storico” sbagliato, forse avrei seguito con maggiore interesse le vicende alla Coppi e Bartali. Sicuramente una delle scene più esilaranti e spassose di gara ciclistica che mi sia capitato di leggere è quella raccontata in Bar sport da Stefano Benni.

martedì 20 maggio 2014

dei libri dei libri

 Ci sono dei post ai quali lavoro per giorni. Apro, correggo, cancello, chiudo, riapro, spedisco al marito in richiesta di aiuto, e così via. Altri che nascono improvvisi e felici di per sé. Neppure io alla fine, leggendo cose vecchie che ho scritto, riesco a distinguere gli uni dagli altri. Al massimo vedo cose scritte bene o scritte male. So per certo però che a volte “devo” costringermi a scrivere. Mai invece mi è capitato di dovermi costringere a leggere (tranne quando andavo a scuola, certo).


Ci sono scrittori che si chiudono in una stanza otto ore al giorno, metodicamente, e costruiscono e disfano storie in continuazione o passano le ore a temperare le matite, in cerca di ispirazione. Altri invece scrivono di getto mentre fanno altre cose tipo stare in una sala d’aspetto in aeroporto oppure in un bar accogliente. Alcuni sono lenti, lentissimi e ci mettono anni per scrivere un romanzo di duecento pagine o poco più, (penso a Franzen che lascia i suoi lettori in perenne attesa); altri che vantano una straordinaria facilità di scrittura, come Simenon, prolifico ma sempre attento ed elegantissimo.

domenica 18 maggio 2014

Questo è uno scrittore vero, questa è una storia vera, non voglio smettere di leggere mai

Molti dei miei amici ed ex clienti che ora seguono il blog amano scrivere. Non so se si possano definire scrittori perché in effetti non vivono di questo mestiere e soprattutto sono ancora in cerca di un editore. Di un editore "serio" aggiungo, perché di editori che stampano e non promuovono il libro ce ne sono moltissimi (e alcuni di questi si fanno pagare, ma questo non è un post sulla vanity press). 

immagine di Gipi
A che serve avere un libro in senso fisico con il proprio nome se poi non arriva in libreria? La vita dei giovani/meno giovani aspiranti autori è dura. Ho pensato, su loro suggerimento, ma l'invito è esteso a chiunque si trovi a passare di qui, di aggiungere una pagina con alcuni racconti inediti di autori in cerca di editore, che potete leggere e commentare. Che ne pensate? Se l'dea vi va, spedite!

venerdì 16 maggio 2014

Don DeLillo, End zone - È solo un gioco, ma è il solo gioco che ci sia

Ho appena finito di leggere l’ultimo romanzo pubblicato da Einaudi di DeLillo, End Zone, e sono in difficoltà a scriverne. E uno dei miei autori preferiti e dopo aver letto tanti nordici avevo proprio voglia di leggere una storia americana, ma sono rimasta un po’ delusa, forse non sono riuscita a comprenderlo totalmente, forse semplicemente non mi è piaciuto. 

Don DeLillo, End Zone, Einaudi, pp. 243, €19,50
Dopo averlo letto ho anche compreso il motivo per il quale questo romanzo, scritto nel 1972, non fosse ancora stato tradotto in italiano. Di primo acchito avevo pensato fosse per il tema del football americano (cosa che invece a me entusiasmava) che è lontano dalle preferenze del pubblico italiano, ma non è così, anche perché da questo punto di vista è una storia godibilissima anche da chi non sa nulla di questo sport. 

mercoledì 7 maggio 2014

Rosa Liksom, Scompartimento n.6

C’è una donna. C’è un uomo. Lei è una studentessa finlandese, riservata e silenziosa, in fuga da troppe domande a cui non sa dare risposta, immersa in se stessa. Lui è un operaio russo imbevuto di propaganda, ex galeotto, misogino, antisemita, bevitore di vodka, in cerca di una nuova occasione. C’è uno scompartimento, il numero 6, con due cuccette ed un samovar per fare il tè, troppo stretto per non forzare una convivenza e un confronto. Ci sono migliaia di chilometri di rotaie nel gelo della Siberia, la Transiberiana, il percorso ferroviario più lungo del mondo.

Rosa Liksom, Scompartimento n.6, Iperborea, pp. 235, €15,00
Lui parla, vaneggia, beve, mangia voracemente cetrioli in salamoia e cipolle. Lei ascolta, composta, talvolta disgustata ma incapace di reagire fugge dallo scompartimento, per poi tornare. Lui suda facendo le flessioni la mattina. Lei resta nel dormiveglia, si culla nel ricordo dell’amore per un ragazzo che si finge pazzo per non andare a combattere in Afghanistan e che poi in manicomio diventa pazzo davvero. Universo maschile, universo femminile.

martedì 6 maggio 2014

the cat is on the table ovvero di libri e di gatti

Quando sfoglio qualche quotidiano online mi colpisce come ai primi posti negli articoli di maggior consultazione ci siano sempre notizie bizzarre su cuccioli e gattini, evidentemente è un argomento che ha il suo pubblico, quindi perché non svelare che ho un gatto?


Una gatta per la precisione, si chiama Bloomy (è proprio quella della foto qui sopra). Pancia tonda, morbida e zuccherina fa davvero poco onore al nome che porta, che in effetti è Bloomsbury, come il circolo letterario e l’omonimo quartiere londinese (per inciso, è il circolo che prese nome dal quartiere) dove hanno sede molte facoltà universitarie, il British Museum e tante polverose librerie antiquarie.

venerdì 2 maggio 2014

Cosa c’entrano i tappi per le orecchie?

A parte la bellezza della loro confezione così retrò (vintage direbbe chi è alla moda) che non potevo non fotografare in una qualche occasione, a parte il fatto che sono i miei personali e li uso per non sentire i vicini al piano di sopra che russano, volete mettere il piacere di leggere un libro di Stefánsson completamente immersi nelle sue pagine senza i rumori di fondo a disturbare?


Allora sì che il gelido vento invernale può soffiarti contro il viso costringendoti a chiudere gli occhi, le parole prendono vita e  ti danzano intorno, puoi sentire perfino  il rumore della neve che cade dal cielo, la tristezza degli angeli.