L'utilizzo dell’energia atomica presuppone l'avvio di processi che, sulla base delle attuali conoscenze tecnico scientifiche, possono essere tenuti sotto controllo soltanto in parte. A prescindere da come la si pensi, oggettivamente il problema si è posto da tempo. Per gli addetti ai lavori da subito. Forse i fautori dell'atomica si distinguono dai detrattori dimostrando in generale un maggiore ottimismo e considerando che molte altre fra le attività umane potrebbero causare altrettanti problemi, magari nel medio o lungo termine. Credo che nessuno possa però negare i potenziali gravi rischi derivanti dall'utilizzo del nucleare in ambito civile ma soprattutto le incalcolabili conseguenze in quello militare.
Nevil Shute ha scritto L'ultima spiaggia nel 1957 (non mi risultano edizioni in commercio; prima edizione italiana: Sugar, 1957; più facilmente reperibile e molto economica: Arnoldo Mondadori, collana Oscar, 1966). L'incidente presso l'impianto di Chernobyl sarebbe avvenuto trent'anni più tardi ma il nucleare era un pensiero nella mente di molti, e tutti ricordavano molto bene come il progetto Manhattan venne testato a Hiroshima e Nagasaki tramite l'invio delle simpatiche Little Boy e Fat Man.


