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giovedì 24 luglio 2014

My own science fiction - Nevile Shute

L'utilizzo dell’energia atomica presuppone l'avvio di processi che, sulla base delle attuali conoscenze tecnico scientifiche, possono essere tenuti sotto controllo soltanto in parte. A prescindere da come la si pensi, oggettivamente il problema si è posto da tempo. Per gli addetti ai lavori da subito. Forse i fautori dell'atomica si distinguono dai detrattori dimostrando in generale un maggiore ottimismo e considerando che molte altre fra le attività umane potrebbero causare altrettanti problemi, magari nel medio o lungo termine. Credo che nessuno possa però negare i potenziali gravi rischi derivanti dall'utilizzo del nucleare in ambito civile ma soprattutto le incalcolabili conseguenze in quello militare.


Nevil Shute ha scritto L'ultima spiaggia nel 1957 (non mi risultano edizioni in commercio; prima edizione italiana: Sugar, 1957; più facilmente reperibile e molto economica: Arnoldo Mondadori, collana Oscar, 1966). L'incidente presso l'impianto di Chernobyl sarebbe avvenuto trent'anni più tardi ma il nucleare era un pensiero nella mente di molti, e tutti ricordavano molto bene come il progetto Manhattan venne testato a Hiroshima e Nagasaki tramite l'invio delle simpatiche Little Boy e Fat Man.

giovedì 26 giugno 2014

My own science fiction - Solaris

La comunicazione ha a che fare con l’inconscio, l’amore, il desiderio, il ricordo?  La comunicazione è una delle dimostrazioni dell’intelligenza umana. È anche il mezzo che consente di distinguere grossolanamente gli esseri inanimati da quelli animati e, fra questi ultimi, riconoscere quelli dotati di una intelligenza più complessa rispetto ad altri limitati ad una più elementare. 


Se in un futuro lontano fosse possibile riprodurre artificialmente il livello di complessità dell’intelligenza umana continuerebbe a risultare innaturale interloquire ad un buon livello con una sofisticatissima intelligenza artificiale a forma di frullatore? 

sabato 24 maggio 2014

My Own Science Fiction - Robert Sheckley & Daniel Keys

Una domanda che noi librai ci sentiamo fare spesso è quella di un libro divertente, che ci faccia star bene ed evadere completamente dalla routine quotidiana, che sia di semplice lettura ma non banale. Ebbene, se dovessi scegliere per me stessa qualche ora di pura evasione e smodato divertimento sceglierei a botta sicura un racconto di Robert Sheckley. Uso il condizionale non a sproposito perché si dà il caso che Sheckley sia praticamente irreperibile in libreria, e sconosciuto al grande pubblico. Ne esistono pochissime edizioni, e non dei romanzi che si deve avere la fortuna di trovare nei mercatini. 


A questo punto devo svelare che si tratta di fantascienza, e qui si interromperà la lettura di molti di voi perché la fantascienza è un genere poco trattato in Italia e molto oggetto di pregiudizio. Giuro solennemente di non aver mai incontrato in libreria una ragazza che leggesse la fantascienza, perlomeno in modo consapevole. È quindi con gioia che inauguro una piccola guida alla fantascienza in 5 puntate con suggerimenti di lettura e di visione per farvi cambiare idea e per farvi aggiungere qualche titolo alla wish list delle letture da treno, ombrellone o qualsiasi luogo degno. E dato che questo apparta-blog è frequentato da diverse persone competenti, che qui vengono leggono bevono qualcosa e suggeriscono, lascio la parola sull'argomento a M.