C’è una donna. C’è un uomo. Lei è una studentessa finlandese, riservata e silenziosa, in fuga da troppe domande a cui non sa dare risposta, immersa in se stessa. Lui è un operaio russo imbevuto di propaganda, ex galeotto, misogino, antisemita, bevitore di vodka, in cerca di una nuova occasione. C’è uno scompartimento, il numero 6, con due cuccette ed un samovar per fare il tè, troppo stretto per non forzare una convivenza e un confronto. Ci sono migliaia di chilometri di rotaie nel gelo della Siberia, la Transiberiana, il percorso ferroviario più lungo del mondo.
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| Rosa Liksom, Scompartimento n.6, Iperborea, pp. 235, €15,00 |
Lui parla, vaneggia, beve, mangia voracemente cetrioli in salamoia e cipolle. Lei ascolta, composta, talvolta disgustata ma incapace di reagire fugge dallo scompartimento, per poi tornare. Lui suda facendo le flessioni la mattina. Lei resta nel dormiveglia, si culla nel ricordo dell’amore per un ragazzo che si finge pazzo per non andare a combattere in Afghanistan e che poi in manicomio diventa pazzo davvero. Universo maschile, universo femminile.