Premi letterari. Ce ne sono così tanti che ogni giorno potrei postare la cinquina dei finalisti. Eppure se ne conoscono pochi e quando se ne parla, perlomeno in Italia, si parla sempre di questi: Strega, Bancarella, Campiello. Personalmente sono stata nella giuria del Bancarella, e non è stata un’esperienza divertente. Li seguo, più per curiosità che per altro, e non mi hanno mai orientato nelle scelte di lettura. Ultimamente in quanto libraia leggevo almeno i primi classificati, con giudizi spesso discordanti sulla vittoria. Forse la parte più divertente dei premi è proprio il confronto con gli altri lettori. Perché se in Italia siamo tutti allenatori (in tema calcio e mondiali non scriverò nulla di più di questo) siamo anche tutti critici letterari.
Quest’anno lo Strega l’ha vinto Francesco Piccolo con Il desiderio di essere come tutti. Secondo classificato Antonio Scurati con Il padre infedele. La nota divertente è che Scurati partecipa per la seconda volta a distanza di pochi anni ed arriva ancora al secondo posto. Si vocifera che poco prima dell'annuncio della vittoria avendo capito di aver perso anche questa volta, abbia detto "Che stiamo a fare qui?" e poco dopo se ne sia subito andato.


